Le carte del Vajont: dalla diga al processo

Archivio di Stato di Belluno nell'antica chiesa di Santa Maria dei Battuti

dal 9 al 31 ottobre 2014 - Mostra

 Orari: lunedì e giovedì 8.15-17.30/martedì, mercoledì e venerdì 8.15-13.55

In occasione del 51° anniversario del disastro del Vajont, L’Archivio di Stato di Belluno ripropone la mostra allestita lo scorso anno con i documenti e i materiali prodotti nel corso del processo.

Le carte, 256 faldoni trasferiti temporaneamente dall’Archivio di Stato dell’Aquila a quello di Belluno dopo il terremoto, testimoniano il lungo iter processuale: una lunga fase istruttoria durata nell’insieme quasi cinque anni seguita, nel corso dei due anni e mezzo successivi, dai tre giudizi in corte d’assise, in appello e in cassazione.

Il percorso della Mostra si sviluppa in quattro sezioni.

I. Nella prima si espongono documenti relativi alle diverse tappe attraverso le quali si passò dal 1925 al 1957 nelle varie progettazioni della diga del Vajont fino alla sua realizzazione compiutasi tra il 1958 e il 1960.

II. Nella seconda si presentano corrispondenze, rapporti, perizie relativi ai pericoli presentatisi con la realizzazione del bacino artificiale, dall’individuazione della frana ‘preistorica’ e delle corrispondenti analisi e sperimentazioni tecniche, sino alle valutazioni dei periti giudiziali.

III. Nella terza vengono colte le caratteristiche della frana staccatasi dal Monte Toc sulla sponda sinistra del bacino idroelettrico, riportando alcune tra le più significative descrizioni di essa (come quelle della Commissione parlamentare d’inchiesta e delle perizie giudiziali), nonché le testimonianze di persone che furono protagoniste dei momenti immediatamente successivi al disastro.

IV. Nella quarta si possono seguire le fasi del lungo iter processuale, dall’ordinamento dei documenti sequestrati operato dal Giudice Istruttore, sino all’ultima e definitiva sentenza in Corte di Cassazione.

Segue infine uno spazio che ospita i materiali diversi provenienti dal fascicolo processuale: si tratta in particolare di campioni di roccia estratti nel corso dei carotaggi eseguiti per ordinanza del G.I. nel 1964 e di un plastico che rappresenta la zona del Toc prima e dopo la frana, realizzato nel 1965; questi materiali erano stati richiesti dal Comune di Longarone che nel 1999 li aveva ricevuti provvisoriamente in deposito dal Tribunale dell’Aquila e sono stati esposti pal pubblico per la prima volta dopo il processo in occasione della mostra allestita l’anno scorso per il 50° .

Si ricorda infine che presso la sala di Studio dell’Istituto è possibile la consultazione dell’intero  fascicolo processuale, attualmente digitalizzato.

as-bl@beniculturali.it

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